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	<title>Circolo PD Infernetto</title>
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	<description>Circolo PD Infernetto (Roma) - Partito Democratico Infernetto</description>
	<pubDate>Thu, 10 May 2012 05:42:33 +0000</pubDate>
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		<title>Sintesi della relazione del segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, alla riunione del Coordinamento nazionale e della segreteria nazionale del partito</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 05:42:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Ringrazio tutti per l’impegno che tutti hanno messo in questa campagna elettorale e credo che dovremo mettere a frutto il segnale forte di sicurezza e di unità che abbiamo dato perché in questo momento ne ha bisogno il paese.
In primo luogo, credo che sia necessario guardare le elezioni nel contesto europeo. Voglio sottolineare in particolare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ringrazio tutti per l’impegno che tutti hanno messo in questa campagna elettorale e credo che dovremo mettere a frutto il segnale forte di sicurezza e di unità che abbiamo dato perché in questo momento ne ha bisogno il paese.<br />
In primo luogo, credo che sia necessario guardare le elezioni nel contesto europeo. Voglio sottolineare in particolare il dato della Francia e quello della Grecia. Entrambi i risultati elettorali segnalano un punto di fondo: così le cose non vanno bene in Europa. Le risposte naturalmente sono state diverse.<br />
Si può dire che in Francia sia stata messa concretamente in moto una possibile inversione del ciclo che ha visto la destra europea governare questi ultimi dieci anni e che sia stato possibile contenere una tendenza regressiva, populista che si muove ovunque in Europa e che aveva anche in Francia una particolare forza. Tutto questo è stato possibile grazie a una battaglia politica ben condotta, per una adesione maggioritaria dei cittadini e anche per un sistema politico e istituzionale che aiuta una ricomposizione in vista della governabilità.<br />
Per quanto riguarda la Grecia mi sembra ormai evidente un dato di fondo: quando la crisi arriva a un punto di acutezza particolare ed estrema emergono fenomeni di radicalizzazione molto spinti e si innesta un corto circuito tra tema sociale e tema democratico, cioè una regressione forte delle condizioni di vita e una impressione evidente di essere etero diretti, di non avere in mano il proprio destino. Il corto circuito tra queste due cose provoca reazione che mettono a rischio la governabilità e addirittura l’assetto democratico.<br />
Ho richiamato questi due elementi del quadro europeo per dire che noi collochiamo in questo panorama la nostra situazione e non solo la nostra situazione: c’è una dinamica nel panorama europeo che sta dentro queste vicende, a cominciare dal fortissimo disagio sociale fino a soglie critiche superate le quali può essere messa in dubbio perfino la governabilità di un paese, dall’affermazione di correnti populiste e da un tentativo, condotto con successo in Francia, di trovare una composizione con uno schieramento progressista, di sinistra, di aree democratiche anche moderate, civiche e costituzionali che fanno argine a una destra condizionata da queste spinte.<br />
Noi siamo dentro a un grande fenomeno di portata storica, che riguarda l’Europa e non solo il tema economico sul quale siamo sempre impegnati, ma un tema politico di primissima grandezza, strategico: le prospettive dell’Europa, e cioè se potrà esserci l’Europa. Nei prossimi anni saremo di fronte a questa sfida. E ciò ci richiama a una esigenza di affrontare il tema europeo non solo in chiave economica: bisogna tornare ai fondamentali, al senso della prospettiva europea, c’è bisogno di un colpo di reni politico, non basta solo discutere nei vertici di particolari trattati, la realtà sta prendendo una piega che sopravanza queste discussioni.<br />
Dentro questo quadro si situa la vicenda delle nostre elezioni amministrative. Anche in questo caso segnalo solo alcuni punti, in sintesi.<br />
Primo. Il dato relativo alla partecipazione è sicuramente preoccupante, in particolare per il Nord e per il Centro. Non direi un dato allarmante, direi un dato preoccupante. Rispetto alle aspettative una reazione dell’elettorato c’è stata, anche se in un quadro molto problematico.<br />
Secondo. Se stiamo ai dati amministrativi, noi vinciamo senza se e senza ma. Su questo non ci sono discussioni. Naturalmente vi sono anche alcuni aspetti di criticità, ma sia nei comuni capoluogo, sia nei comuni minori c’è un ribaltamento completo della situazione precedente a nostro vantaggio. Dopo la fase dei ballottaggi, che nella grandissima parte dei casi ci vede in una posizione di vantaggio, noi avremo senza dubbio una maggiore responsabilità in tutto il paese.<br />
Se guardiamo ai risultati dal punto di vista politico, ciò che emerge da queste elezioni è, in primo luogo, il crollo del centrodestra e della Lega, in particolare al Nord e al Centro; uno smottamento francamente di proporzioni inedite. Questo crollo non viene intercettato dal centrosinistra: non abbiamo dati che ci dicono questo, e bisogna ricordare che ciò rientra nella tradizione della politica italiana, dove non si verificano transiti così importanti da un campo all’altro. Questo smottamento, tuttavia, non viene intercettato nemmeno dalle posizioni centrali del Terzo Polo. E’ un dato politicamente piuttosto significativo. E segnala una questione di fondo, della quale abbiamo parlato più volte e che dobbiamo qui ribadire: la via di uscita da questa situazione di crisi profonda del centrodestra non si trova in una prospettiva tecnocratica, illuministica o salottiera, è una questione molto più seria. Sotto la pelle del paese c’è un fermento di reazione molto più profondo, che non può essere risolto con alchimie di palazzo e neanche con improvvisazioni. E questo credo che vada ribadito anche ad alcuni apprendisti stregoni che si incontrano in giro, ambienti che tendono, anche nelle classi dirigenti, a pensare ad una distruzione creativa del sistema politico perché ne venga fuori chissà che cosa. Sotto la pelle del paese c’è un populismo in cerca di autore. E credo che questo sia un dato in cui abbiamo avuto una conferma proprio in queste elezioni, perché a fronte di uno smottamento così significativo del centrodestra – dati impressionanti, dal 60 al 12, dal 37 al 4 – non vi è stato un flusso verso posizioni centriste e illuministe, ma verso dispersione, astensione, verso Grillo, solo marginalmente verso di noi. Insomma, sono ancora lì: il campo del centrodestra si è destrutturato fortemente, ma non è che non esiste più la destra in Italia. Gli elettori del centrodestra non sono scomparsi. Siamo in una situazione nella quale quell’area richiede una interpretazione che ancora non si capisce quali sbocchi avrà.<br />
Abbiamo avuto inoltre il fenomeno del partito 5 Stelle, chiamiamo le cose con il loro nome: è un partito. Su questo punto inviterei anche in questi giorni a tenere fermo un giudizio: il partito 5 Stelle è stato ingrossato enormemente dalla protesta, ma non è solo protesta: quel voto contiene anche una domanda e in quella domanda c’è una esigenza di una politica più sobria, di un taglio dei costi della politica, di maggiore trasparenza, e così via. Quindi noi dobbiamo tenere fermi i nostri principi e rispondere alle provocazioni, ma non dobbiamo aprire una guerra a Grillo, noi dobbiamo migliorare la nostra proposta. Dobbiamo rispondere colpo su colpo quando si va fuori<br />
dal seminato, dobbiamo tenere fermi i nostri principi, ma – lo ripeto – dobbiamo migliorare la nostra proposta, per dare noi la risposta a quella domanda.<br />
In un esame rispetto al 2007, e tenendo conto delle nostre liste e di quelle civiche dei sindaci, noi abbiamo un risultato buono e in crescita. Naturalmente c’è una differenza nelle diverse aree del paese. Non ci sfuggono i dati di criticità. Un conto è come sta andando in Lombardia, in Toscana, in Puglia, un conto come va in Sicilia o in Friuli. E tuttavia, noi vediamo una accentuata presenza del nostro partito, in particolare nel Nord. Se guardiamo a noi stessi e guardiamo il panorama generale, viene fuori una constatazione inequivocabile: di fronte al paese noi abbiamo una responsabilità enormemente accresciuta.<br />
Questo è l’elemento di fondo in un paese che ha ed avrà di fronte problemi enormi e inediti dal Dopoguerra ad oggi. Questa è la situazione. Noi dobbiamo rispondere a questa responsabilità e quindi noi inevitabilmente dobbiamo dichiararci come perno di una ricostruzione democratica, sociale, al servizio di una riscossa del paese. E tutto questo – va detto con chiarezza – va oltre qualsiasi bricolage di alleanze politiche. Il campo del centrosinistra ha retto bene. Ma non possiamo ritenere che da questo voto esca fuori un centrosinistra autosufficiente. E neanche possiamo ritenere che al centro siano venute fuori chissà quali cose.<br />
La realtà è che c’è un Pd che in questo panorama deve caricarsi di un messaggio molto aperto, largo, molto forte, che dica: noi ci apriremo di più, sto parlando del campo culturale, del campo sociale, del campo economico, con i soggetti che sono disponibili. Terremo la testa larga e proporremo alla società di darci la mano, di accompagnare questo Pd, di affiancarlo per una riscossa civile e una ricostruzione sul piano democratico e sul piano sociale democratica di questo paese, contro la disgregazione e l’impotenza della destra, contro il rischio di insorgenze regressive. Credo che questo sia il tema: prendere atto delle nuove responsabilità.<br />
Se è così, ed è così, leviamoci dalla testa che il nostro pluralismo significhi che allarghiamo le ali se ciascuno dalla sua posizione si pone in situazione critica verso il Pd. No. Il Pd è unito, solido e sicuro. E ciascuno per la sua vocazione va a predicarlo, va a predicare il Pd nei luoghi più diversi, se vogliamo essere utili al nostro paese.<br />
Nell’immediato tutto questo significa che noi ribadiamo la nostra lealtà al governo, ma ribadendo – come segnala questo voto – che in questo paese ci siamo, siamo dappertutto: siamo l’unica forza presente ovunque. Possiamo dire la nostra e dobbiamo essere ascoltati. Dunque lealtà al governo e chiediamo adesso di essere ascoltati, perché abbiamo cose da dire.<br />
La prima cosa che dobbiamo dire al governo riguarda l’Europa. La vittoria di Francois Hollande in Francia apre uno spazio per fare in modo che alle politiche del rigore si affianchi concretamente e immediatamente una politica per la crescita. C’è un tema che riguarda l’approvazione del Fiscal Compact. Noi siamo leali con il governo italiano. Ma parliamo anche con i progressisti europei: in Germania non passa senza il voto dell’Spd, e l’Spd chiede che si voti dopo una discussione sull’affiancamento di misure per la crescita. Noi cerchiamo di stare dentro questa discussione e di favorirla. Parliamo di eurobond, di projectbond, di una tassa sulle transazioni finanziarie, di<br />
investimenti da parte della Bei, insomma di ciò che abbiamo da tempo discusso nell’ambito della piattaforma dei progressisti europei. Io aggiungerei una cosa, perché prima che tutte queste cose si mettano in moto ci vuole tempo: l’Italia è in una situazione particolare, siamo l’unico paese che ha deciso di chiudere il bilancio in pareggio nel 2013 (e ricordiamo che questa fuga in avanti l’ha firmata Tremonti, imponendo all’Italia una cura da cavallo), abbiamo un avanzo primario incomparabilmente superiore a quello degli altri, abbiamo una recessione più forte degli altri. Ecco io dico che esiste, oltre all’architettura europea, un caso italiano e propongo di adottare una mini golden rule: consentiamo, almeno in parte, di dislocare alcune risorse sugli investimenti e di non contabilizzarle ai fini del disavanzo.<br />
Per quanto riguarda l’Italia, noi dobbiamo stimolare il governo a prendere alcune decisioni. Una riguarda i pagamenti della pubblica amministrazione. Non ho capito perché la soluzione si è incagliata. E’ una situazione drammatica. Nessun paese europeo è nelle nostre condizioni. Le piccole imprese rischiano di morire come mosche. Occorre che i pagamenti vengano riattivati. In secondo luogo, vi è un problema fiscale. Noi sull’Imu avevamo fatto un’altra proposta: farla più leggera e affiancare per cinque o sei miliardi un’imposta personale sui grandi patrimoni immobiliari. E avevamo detto che questa imposta rimane ai comuni e casomai si riducono i trasferimenti erariali. Credo che questa proposta sia ancora da sostenere. Bisogna sbloccare inoltre un po’ di investimenti dei comuni e affrontare il problema drammatico degli esodati.<br />
Noi abbiamo bisogno che dall’iniziativa del governo, non in modo risolutivo, perché non ce ne sono le condizioni, ma almeno in modo visibile e tangibile, venga un segno positivo verso il paese, sul piano pratico ma anche sul piano psicologico, perché sono troppi mesi che non arriva al paese un segnale positivo. Abbiamo girato tutto il paese, i dirigenti del Pd hanno girato l’Italia intera in questa campagna elettorale, e non solo: se lo diciamo è perché sappiamo a ragion veduta che è così.<br />
Lealtà al governo, richiesta di essere ascoltata, attenzione al sociale e al mondo del lavoro sia in chiave europea sia sul fronte nazionale. Mi auguro che in questo contesta venga sbrogliato anche il tema del mercato del lavoro, e mi auguro che ciò avvenga migliorando le risposte verso i giovani. In questo contesto, la decisione presa da Cgil, Cisl e Uil di fare una manifestazione unitaria il due giugno sui temi del lavoro e del fisco. E’ una piattaforma positiva. Ed è una novità importante: è la prima volta che si sancisce la ricomposizione sindacale. Il due giugno sarà dunque una giornata per il lavoro e per la democrazia.<br />
Compito nostro sarà anche dare una spinta sulla riforma della politica: avanti con il tema della riforma costituzionale; avanti con la riforma dei partiti e con la riduzione dei finanziamenti, noi manteniamo ferma la nostra proposta del dimezzamento immediato. Sulla legge elettorale credo che noi dobbiamo ricordare che noi abbiamo ragionato fin qui sull’esigenza che i cittadini riprendano in mano la scelta dei parlamentari e che ci sia un indirizzo di governo plausibile e riconosciuto. Quindi ribadiamo la necessità di superare il porcellum, che è stata la causa di una grande parte dei problemi nel rapporto tra la politica e i cittadini, pronti a discutere le mediazioni, ma facciamo notare che il risultato di queste votazioni rinvigorisce il senso della nostra proposta<br />
originaria, e cioè il doppio turno di collegio. Facciamo notare questo elemento per una discussione più matura e responsabile.<br />
Infine, torno sui ballottaggi: la partita non è finita, abbiamo bisogno di una conferma forte. Siamo in una buona posizione, anche se vi sono insidie. Chiedo a tutti di fare il massimo sforzo per far tornare la nostra gente a votare, cominciando ad alludere a una idea che si può tradurre così: oggi nei comuni domani in Italia. A questo punto dobbiamo cominciare, sia pure in una traiettoria che riguarda il futuro, a sollevare l’idea che il Pd si candida a essere il protagonista del cambiamento.</p>
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		<title>Messa per Impastato? La Chiesa dice No</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 05:29:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Nel giorno dell&#8217;anniversario della morte di Peppino, il parroco rifiuta la messa: “Tempi non maturi”
La Chiesa siciliana si rifiuta di celebrare la messa in onore di Peppino Impastato, il ragazzo siciliano ucciso il 9 maggio del 1978 a Cinisi, in provincia di Palermo. Impastato è diventato un simbolo nella lotta alla mafia. Esponente di Democrazia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em><span style="font-family: 'Arial','sans-serif'; font-size: 12.5pt;">Nel giorno dell&#8217;anniversario della morte di Peppino, il parroco rifiuta la messa: “Tempi non maturi”</span></em></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt; background: none repeat scroll 0% 0% white;"><span style="font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 9pt;">La Chiesa siciliana si rifiuta di celebrare la messa in onore di Peppino </span><strong><span style="font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 9pt;">Impastato</span></strong><span style="font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 9pt;">, il ragazzo siciliano ucciso il 9 maggio del 1978 a Cinisi, in provincia di Palermo. Impastato è diventato un simbolo nella </span><strong><span style="font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 9pt;">lotta alla mafia</span></strong><span style="font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 9pt;">. Esponente di Democrazia Proletaria, fondò Radio Aut, sulla quale denunciava le &#8220;angherie&#8221; dei mafiosi del suo paese.</p>
<p>Della mancata messa ha parlato Laura Anello su La Stampa: &#8220;I tempi non sono maturi&#8221;, ha spiegato don </span><strong><span style="font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 9pt;">Pietro D&#8217;Aleo</span></strong><span style="font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 9pt;">,  parroco della Ecce Homo a Giovanni Impastato, impegnato in prima fila  nelle manifestazioni in ricordo del fratello. A chi gli ha contestato la  decisione, il parroco ha spiegato: &#8220;Non c&#8217;è alcuna polemica abbiamo  ritenuto che in una veglia si potesse dare più spazio al ricordo, alle  letture, alle riflessioni&#8221;.</p>
<p>Leggi anche: <a href="http://www.cadoinpiedi.it/2012/05/01/catania_messa_in_onore_di_mussolini_con_tanto_di_saluto_romano_-_audio.html" target="_blank"><span style="color: #0099ff; text-decoration: none;">CATANIA, MESSA IN ONORE DI MUSSOLINI CON TANTO DI SALUTO ROMANO - AUDIO</span></a></p>
<p>Fonte: BlitzQuotidiano.it </span></p>
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		<title>La nota del mattino Martedì 8 maggio 2012</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 12:08:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[IL CENTROSINISTRA SI AVVIA A CONQUISTARE LA STRAGRANDE MAGGIORANZA DEI COMUNI AL VOTO. IL PD E’ IL PILASTRO DI QUESTA VITTORIA. OGGI RIUNIONE DEL COORDINAMENTO NAZIONALE. DOMANI DEI SEGRETARI REGIONALI .
Il centrosinistra si avvia a conquistare la maggior parte dei comuni al voto. In alcune città il sindaco è già stato eletto. In molte altre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>IL CENTROSINISTRA SI AVVIA A CONQUISTARE LA STRAGRANDE MAGGIORANZA DEI COMUNI AL VOTO. IL PD E’ IL PILASTRO DI QUESTA VITTORIA. OGGI RIUNIONE DEL COORDINAMENTO NAZIONALE. DOMANI DEI SEGRETARI REGIONALI .<br />
Il centrosinistra si avvia a conquistare la maggior parte dei comuni al voto. In alcune città il sindaco è già stato eletto. In molte altre il candidato del centrosinistra è largamente in vantaggio per il prossimo ballottaggio. Il Partito democratico è l’asse di queste vittorie, anche dove il candidato non è espressione del Pd, come a Genova, dove Marco Doria ha sfiorato l’elezione al primo turno e adesso se la deve vedere con lo sfidante del centrodestra Musso, indietro di diverse lunghezze e che ha dovuto battersi con il candidato dei grillini fino all’ultimo per partecipare al ballottaggio. I fatti sono incontrovertibili: dei 26 comuni capoluogo, 18 erano governati dal centrodestra e 8 dal centrosinistra. Alla fine del secondo turno la mappa sarà più che rovesciata. Anche dove il candidato del Pd è finito secondo, il comune avrà un sindaco di centrosinistra, come a Palermo, dove Leoluca Orlando ha sfiorato l’elezione al primo turno. Come ha detto Pier Luigi Bersani, segretario nazionale del Pd nella conferenza stampa di ieri sera (http://www.youdem.tv/doc/235498/speciale-elezioni-amministrative-conferenza-stampa-di-pier-luigi-bersani.htm ),“Si sentono commenti singolari sulle elezioni. Ma se si leggono i dati, si vede chiaramente che: a) c&#8217;è stato un nettissimo rafforzamento del PD e del centrosinistra in tante città italiane; b) c&#8217;è stato uno tzunami del centrodestra; c) c&#8217;è stata una avanzata del movimento di Grillo. Non esiste nessun indistinto dove tutti hanno perso. Se le elezioni ci danno un risultato così tutte le volte saremmo sempre a fare festa. Nei 26 comuni capoluogo al voto, da 18 per il centrodestra a 8 del centrosinistra, il dato è completamente ribaltato. Il centrosinistra e il PD sono avanti in 17 comuni (18 se si include Palermo) e il centrodestra nei restanti 8 comuni. E non parliamo dei dati relativi ai comuni sopra i 15mila che sono clamorosi. Vediamo benissimo elementi di disagio e frammentazione che vengono fuori da queste elezioni ma vediamo che c&#8217;è anche un presidio e un sostegno a proposte nuove di governo. Siamo pronti per i ballottaggi e li affrontiamo con grande fiducia e consapevolezza di essere la forza che avrà la più grande responsabilità di governo nelle città”. Il segretario del Pd ha ribadito nella conferenza stampa che il Pd manterrà la sua parola e la sua lealtà nei confronti del governo di Mario Monti, ma ha anche avvertito che “se il governo ci avesse ascoltato di più oggi il bilancio sarebbe migliore”. Oggi, di fronte alla fortissima recessione che ha investito l’Italia sarà necessario almeno: “far girare un po’ di liquidità attraverso i pagamenti della pubblica amministrazione“ e il Pd ha presentato una proposta tecnica che potrebbe facilitare questo passaggio; “fare un po’ di investimenti e dare un po’ di lavoro e questo si può fare lasciando che i comuni facciano un po’ di investimenti”; e bisogna assolutamente dare una risposta al problema degli esodati. “Alfano molto correttamente ha sottolineato la sconfitta del Pdl. Capisco che il Pdl debba fare una riflessione non banale e non semplice ma mi auguro che non ne derivi un danno per il Paese. Il disagio, la rabbia, l&#8217;insofferenza sono il dato di fondo di queste elezioni. Una parte di questa è andata verso il Pd e il centrosinistra. Un&#8217;altra parte è andata verso Grillo che si è presentato da solo alle elezioni. Ma io credo che Grillo sarà presente in diversi ballottaggi, e sono sicuro che messi davanti alla scelta di chi governa una città, penso che ci potrà essere un ripensamento di questa prima posizione. Mi spiace che a<br />
Palermo il centrosinistra si sia spaccato. Ma va sottolineata la straordinaria situazione in cui la destra, che aveva il 65 per cento dei voti non va al ballottaggio perché è sotto il 12 per cento, è un record storico che meriterebbe un titoletto”<br />
Questa sera si riuniscono insieme nella sede nazionale del Pd il coordinamento nazionale del partito e la segreteria. Domani è prevista una riunione dei segretari regionali.<br />
Da Il Corriere della sera, intervista alla presidente del Pd Rosy Bindi:<br />
http://pdonline.ecostampa.net/rassegna/imgrsnew.asp?numart=1EMR8G&amp;annart=2012&amp;numpag=1&amp;tipcod=0&amp;tipimm=1&amp;defimm=0&amp;tipnav=1&amp;isjpg=S&amp;small=N&amp;usekey=B1RBU36AOGLXI&amp;video=0<br />
Da Il Messaggero, intervista alla presidente del gruppo Pd al Senato, Anna Finocchiaro:<br />
http://pdonline.ecostampa.net/rassegna/imgrsnew.asp?numart=1EMNEW&amp;annart=2012&amp;numpag=1&amp;tipcod=0&amp;tipimm=1&amp;defimm=0&amp;tipnav=1&amp;isjpg=S&amp;small=N&amp;usekey=B1RBU36AOGLXI&amp;video=0<br />
Da La Stampa, articolo di Federico Geremicca:<br />
http://pdonline.ecostampa.net/rassegna/imgrsnew.asp?numart=1EMOSX&amp;annart=2012&amp;numpag=1&amp;tipcod=0&amp;tipimm=1&amp;defimm=0&amp;tipnav=1&amp;isjpg=S&amp;small=N&amp;usekey=B1RBU36AOGLXI&amp;video=0<br />
Da Il Sole 24 Ore, articolo di Roberto D’Alimonte:<br />
http://pdonline.ecostampa.net/rassegna/imgrsnew.asp?numart=1EMONA&amp;annart=2012&amp;numpag=1&amp;tipcod=0&amp;tipimm=1&amp;defimm=0&amp;tipnav=1&amp;isjpg=S&amp;small=N&amp;usekey=B1RBU36AOGLXI&amp;video=0<br />
2. L’ONDA LUNGA DEL BERLUSCONISMO E’ FINITA. CROLLANO PDL E LEGA. E BERLUSCONI HA LA TENTAZIONE DI FAR SALTARE IL GOVERNO.<br />
Il Pdl e la Lega escono drasticamente ridimensionati dal voto amministrativo. E’ la fine della lunga epopea berlusconiana cominciata nel 1994 all’indomani di Mani Pulite e della drammatica crisi economica del 1992.<br />
Angelino Alfano, segretario del Pdl, ha riconosciuto la sconfitta. Berlusconi, da Mosca, ha detto che invece è andata meglio del previsto. Ma il mal di pancia della destra (che in tutti questi mesi era evidente se si leggevano i giornali di area come Il Giornale, Libero e Il Tempo) rischia di far precipitare la situazione politica italiana. Non ci sono più alibi, né compiacenti giornali che possono coprire con la storia della crisi di tutti i partiti la frana del potere e del consenso berlusconiano. Da qui, la ripresa dei falchi della destra che mal hanno sopportato il governo di salvezza nazionale di Mario Monti, resosi necessario per i disastri provocati proprio dall’incapacità e dalle scelte politiche della destra.<br />
Anche la Lega ha subito una sconfitta colossale, salvata dall’annientamento totale dalla vittoria di Tosi a Verona.<br />
Ignazio La Russa già parla di appoggio esterno al governo.<br />
Da La Repubblica, intervista a Ignazio La Russa:<br />
http://pdonline.ecostampa.net/rassegna/imgrsnew.asp?numart=1EMONA&amp;annart=2012&amp;numpag=1&amp;tipcod=0&amp;tipimm=1&amp;defimm=0&amp;tipnav=1&amp;isjpg=S&amp;small=N&amp;usekey=B1RBU36AOGLXI&amp;video=0<br />
Da Il Corriere della sera, articoli di Marco Cremonesi:<br />
http://pdonline.ecostampa.net/rassegna/imgrsnew.asp?numart=1EMONA&amp;annart=2012&amp;numpag=1&amp;tipcod=0&amp;tipimm=1&amp;defimm=0&amp;tipnav=1&amp;isjpg=S&amp;small=N&amp;usekey=B1RBU36AOGLXI&amp;video=0<br />
http://pdonline.ecostampa.net/rassegna/imgrsnew.asp?numart=1EMRJ7&amp;annart=2012&amp;numpag=1&amp;tipcod=0&amp;tipimm=1&amp;defimm=0&amp;tipnav=1&amp;isjpg=S&amp;small=N&amp;usekey=B1RBU36AOGLXI&amp;video=0<br />
3. GRILLO CRESCE INSIEME ALLA PROTESTA.<br />
I risultati dei candidati di 5 stelle indicano che la protesta e la rabbia hanno trovato uno degli sbocchi nel voto per i candidati di Grillo. In alcuni casi, come a Parma i grillini hanno addirittura superato il centrodestra e vanno al ballottaggio con il candidato del Pd.<br />
Da Il Corriere della Sera, articolo di Fabrizio Roncone:<br />
http://pdonline.ecostampa.net/rassegna/imgrsnew.asp?numart=1EMUFP&amp;annart=2012&amp;numpag=1&amp;tipcod=0&amp;tipimm=1&amp;defimm=0&amp;tipnav=1&amp;isjpg=S&amp;small=N&amp;usekey=B1RBU36AOGLXI&amp;video=0<br />
4. TORNA IL TERRORISMO? L’ITALIA L’HA GIA’ VISSUTO E GENOVA FU UNA DELLE PRIME CITTA’ INVESTITE. DOPO L’AGGUATO DI IERI ALZARE LA GUARDIA.<br />
Roberto Adinolfi, amministratore delegato di Ansaldo Nucleare, è stato gambizzato ieri mattina da due persone su uno scooter. Era dai tempi delle Br che non si vedeva un agguato del genere. Il governo e gli inquirenti hanno subito indicato la pista terroristica, scartando motivazioni di ordine privato.<br />
L’Italia ha già pagato un prezzo di sangue e politico altissimo: decine e decine di feriti, morti, il sequestro e l’assassinio del segretario della Dc, Aldo Moro, e di tutta la sua scorta, che congelerà la svolta verso sinistra e farà ripiombare l’Italia verso un governo di centrodestra (il cosiddetto Caf, Craxi, Andreotti, Forlani) per oltre un decennio, quello durante il quale è esploso, tra le altre cose, il debito pubblico e durante il quale si è gonfiato il fenomeno poi emerso con Mani Pulite.<br />
Bisogna tenere alta la guardia della democrazia e della vigilanza. Genova fu il campo in cui si verificarono anche i primi episodi sanguinosi del terrorismo delle Br, con l’uccisione il 26 marzo del 1971 di Alessandro Floris.<br />
5. EUROPA AL BIVIO. LA GRECIA NEL CAOS. LA FRANCIA SPINGE PER IL CAMBIAMENTO. LA GERMANIA TENTA DI TENERE LA FRONTIERA DEL RIGORE. E IN RUSSIA TORNA LO ZAR CON LA FACCIA DI PUTIN.<br />
Dopo la vittoria di Francois Hollande in Francia e il risultato controverso del voto politico in Grecia, con la frantumazione del consenso politico, l’Europa si trova ad un bivio. O fa un salto di qualità o rischia di implodere.<br />
Hollande ha già chiesto una revisione della politica economica imposta fin qui, in modo da affiancare al Fiscal Compact una robusta politica per la crescita. La Grecia non si capisce se riuscirà a mettere in piedi un governo o dovrà tornare alle urne con il rischio che la situazione economica degeneri e lo Stato faccia fallimento, con ripercussioni a catena sul resto d’Europa. E la cancelliera tedesca Angela Merkel ha già messo le mani avanti per difendere il rigore alla tedesca.<br />
In queste condizioni e sotto il fuoco di fila della speculazione finanziaria, l’Europa è al bivio e, se non riuscirà a imboccare la strada del rinnovamento e dell’uscita dalla crisi, rischia di trascinare nelle difficoltà anche il resto del mondo.<br />
Da La Stampa, intervista a Romano Prodi:<br />
http://pdonline.ecostampa.net/rassegna/imgrsnew.asp?numart=1EMRL6&amp;annart=2012&amp;numpag=1&amp;tipcod=0&amp;tipimm=1&amp;defimm=0&amp;tipnav=1&amp;isjpg=S&amp;small=N&amp;usekey=B1RBU36AOGLXI&amp;video=0<br />
Da La Stampa, articoli di Tonia Mastrobuoni:<br />
http://pdonline.ecostampa.net/rassegna/imgrsnew.asp?numart=1EMRY2&amp;annart=2012&amp;numpag=1&amp;tipcod=0&amp;tipimm=1&amp;defimm=0&amp;tipnav=1&amp;isjpg=S&amp;small=N&amp;usekey=B1RBU36AOGLXI&amp;video=0<br />
http://pdonline.ecostampa.net/rassegna/imgrsnew.asp?numart=1EMRWB&amp;annart=2012&amp;numpag=1&amp;tipcod=0&amp;tipimm=1&amp;defimm=0&amp;tipnav=1&amp;isjpg=S&amp;small=N&amp;usekey=B1RBU36AOGLXI&amp;video=0<br />
Da l’Unità, intervista a Jean-Marc Ayrault, sindaco di Nantes, presidente del gruppo Ps all’Assemblea nazionale e possibile primo ministro:<br />
http://pdonline.ecostampa.net/rassegna/imgrsnew.asp?numart=1EMSD9&amp;annart=2012&amp;numpag=1&amp;tipcod=0&amp;tipimm=1&amp;defimm=0&amp;tipnav=1&amp;isjpg=S&amp;small=N&amp;usekey=B1RBU36AOGLXI&amp;video=0<br />
Da La Stampa, articolo di A. Zofesova:<br />
http://pdonline.ecostampa.net/rassegna/imgrsnew.asp?numart=1EMS06&amp;annart=2012&amp;numpag=1&amp;tipcod=0&amp;tipimm=1&amp;defimm=0&amp;tipnav=1&amp;isjpg=S&amp;small=N&amp;usekey=B1RBU36AOGLXI&amp;video=0</p>
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		<title>La nota del mattino Mercoledì 18 aprile 2012</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Apr 2012 12:46:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[OGGI IL GOVERNO CERTIFICA CHE L’ITALIA E’ IN RECESSIONE PIU’ DEL PREVISTO E CHE, SE PROPRIO TUTTO VA BENE, SI RICOMINCIA A CRESCERE SOLO NEL 2013. ED E’ MOLTO PIU’ OTTIMISTA DEL FONDO MONETARIO.
Il Consiglio dei ministri certifica oggi che l’Italia è in recessione e che il calo del Prodotto interno lordo sarà ben più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>OGGI IL GOVERNO CERTIFICA CHE L’ITALIA E’ IN RECESSIONE PIU’ DEL PREVISTO E CHE, SE PROPRIO TUTTO VA BENE, SI RICOMINCIA A CRESCERE SOLO NEL 2013. ED E’ MOLTO PIU’ OTTIMISTA DEL FONDO MONETARIO.<br />
Il Consiglio dei ministri certifica oggi che l’Italia è in recessione e che il calo del Prodotto interno lordo sarà ben più pesante del previsto: meno 1,2-1,5 rispetto al meno 0,4 per cento che solo poche settimane or sono era stato ipotizzato.<br />
Naturalmente questo maggiore calo dell’attività economica avrà ripercussioni sui conti pubblici. Ma il governo garantisce che non sarà necessaria una manovra bis per arrivare al pareggio di bilancio promesso all’Europa per il 2013. Pareggio di bilancio non significa zero differenze tra entrate e spese: in fase di crisi, le regole europee prevedono uno “sconto” fino allo 0,5 per cento di deficit rispetto al Pil, fermo restando che si considera pareggio anche un deficit pari allo 0,5 per cento del Pil (che è la previsione ufficiale che il governo metterà oggi nero su bianco). Il che significa che il governo spera di arrivare al 2013 con un deficit pubblico che alla fine non superi nel peggiore dei casi il valore dell’uno per cento del Pil. In cifra, grosso modo 16-18 miliardi di euro.<br />
A cogliere per un pelo questo risultato si arriva nonostante un aumento della pressione fiscale al 45 per cento, e agli effetti delle manovre combinate e ripetute varate prima da Berlusconi-Tremonti e poi dal governo Monti, chiamato in causa per evitare la catastrofe e fronteggiare il disastro provocato dall’incapacità e dalle scelte politiche del centrodestra.<br />
Il governo in queste previsioni, sostenute anche dalla Banca d’Italia, è molto più ottimista di quanto lo siano gli economisti del Fondo monetario internazionale, secondo i quali l’Italia sarà in recessione nel 2012 e anche nel 2013 (-1,9 e -0,3), e non riuscirà a raggiungere il pareggio di bilancio prima del 2017.<br />
Che cosa significa tutto questo? Che la crisi continuerà a “mordere” drammaticamente per tutto il 2012, acuendo i problemi sociali, minando la tenuta di molte imprese, provocando un aumento della disoccupazione e una riduzione del reddito disponibile per le famiglie. Insomma, tutto ciò significa che accanto al necessario rigore è necessario approntare anche alcune iniziative per frenare gli effetti della recessione e dare un po’ di lavoro.<br />
Insieme al Def e alle nuove previsioni oggi il governo presenterà anche il Piano nazionale per le riforme messo a punto dal ministro Corrado Passera e che indica le linee lungo le quali il governo ritiene che si possa riprendere il cammino (in futuro) dello sviluppo.<br />
Da La Repubblica, articolo di Elena Polidori:<br />
http://pdonline.ecostampa.net/rassegna/imgrsnew.asp?numart=1DR8JW&amp;annart=2012&amp;numpag=1&amp;tipcod=0&amp;tipimm=1&amp;defimm=0&amp;tipnav=1&amp;isjpg=S&amp;small=N&amp;usekey=B1RAQ26AOGLXI&amp;video=0<br />
2. CINQUE ORE DI DISCUSSIONE SU COME FARE QUALCOSA SUBITO PER RIDURRE GLI EFFETTI DELLA RECESSIONE E DARE UN PO’ DI LAVORO: L’INCONTRO TRA MONTI BERSANI, ALFANO E CASINI SOTTO LA SPADA DI DAMOCLE DEI CONTI PUBBLICI IN DIFFICOLTA’. IL PNR DI PASSERA PIENO DI SLIDES SUL FUTURO, PER L’IMMEDIATO STRADA IN SALITA.<br />
Diverse ore di discussione ieri sera a palazzo Chigi tra Monti, accompagnato da diversi ministri, e i tre segretari dei partiti che sostengono il governo di impegno nazionale. Pier Luigi Bersani si è presentato all’appuntamento con un carnet di proposte operative, sia pure nell’ambito di una fase difficile per i conti pubblici, per consentire di frenare la recessione e dare un po’ di ossigeno e di lavoro, a cominciare dalla proposta di meccanismi per consentire alla pubblica amministrazione di avviare almeno in parte i pagamenti per i servizi e le merci acquistati da Stato Regioni e comuni da innumerevoli piccole, medie e grandi imprese fornitrici. Questo è stato non l’unico, ma il tema centrale della discussione.<br />
Nel corso dell’incontro Corrado Passera ha anche presentato il Piano Nazionale per le riforme del governo (doveva essere stato presentato già da settimane), che prevede un più radioso futuro per la crescita del paese, ma che per l’immediato deve fare i conti con il “niet” del Tesoro a qualsiasi impegno per l’oggi (e che anzi sconta gli effetti della cosiddetta spending review per i risparmi di spesa e il prossimo ma già deciso aumento dell’Iva). In ogni caso tutti d’accordo sulla necessità di rimettere in moto il motore.<br />
Altro tema al centro del confronto, le proposte del ministro della Giustizia, Severino, contro la corruzione.<br />
3. OGGI BERSANI INCONTRA LE ASSOCIAZIONI DEGLI IMPRENDITORI PER PARLARE DEI PROBLEMI E DELLE PROPOSTE PER AFFRONTARE LA CRISI.<br />
Oggi, nella sede del Pd, a Roma, il segretario nazionale del partito, Pier Luigi Bersani, incontra i rappresentati delle piccole, medie e grandi imprese. L’obiettivo è sempre lo stesso: quali sono i problemi e come affrontare questa crisi. Il segretario ascolterà i problemi e le proposte degli imprenditori e quindi presenterà e spiegherà le posizioni del Pd.<br />
4. LA PREVISIONE DELL’ASTA PER LE FREQUENZE SCONGIURA L’INTERVENTO DELL’EUROPA, MA SCATENA I FALCHI DI BERLUSCONI CHE GRIDANO AL TRADIMENTO PERCHE’ A MEDIASET NON ARRIVA NIENTE GRATIS. E DOMANI MONTI HA ACCETTATO DI INCONTRARE BERLUSCONI.<br />
Con un emendamento al dl fiscale voluto dal governo ed approvato con il voto contrario del Pdl è stato definitivamente archiviato il cosiddetto Beauty contest e avviata la pratica per l’asta delle frequenze tv e tlc. L’Europa, che aveva aperto una procedura di infrazione per la chiusura del mercato e la chiara impostazione contro la concorrenza – giacchè il progetto originario di fatto faceva regali di frequenze a Rai, Mediaset e Telecom – ha approvato questa scelta. I rappresentanti dell’ala dura berlusconiana hanno fatto invece fuoco e fiamme, arrivando addirittura ad accusare il ministro Passera di aver fatto accordi sottobanco con il Pd su questo tema (cosa assolutamente fuori dalla realtà).<br />
A dimostrare che il conflitto di interesse sulle imprese televisive è stato ed è ancora centrale per la destra, Silvio Berlusconi ha ottenuto da Monti un incontro a parte,<br />
previsto per domani, per discutere di questo tema. L’ala dura del Pdl è in fibrillazione. E minaccia di arrivare fino alle estreme conseguenze sul sostegno al governo Monti.<br />
Di questo tema ieri sera non si è parlato nell’incontro a palazzo Chigi. Pier Luigi Bersani, prima di entrare, ha detto chiaramente che per il Pd non ci sono dubbi: si deve proseguire con l’asta.<br />
Da La Repubblica, articolo di Alessandro Longo:<br />
http://pdonline.ecostampa.net/rassegna/imgrsnew.asp?numart=1DR8FG&amp;annart=2012&amp;numpag=1&amp;tipcod=0&amp;tipimm=1&amp;defimm=0&amp;tipnav=1&amp;isjpg=S&amp;small=N&amp;usekey=B1RAQ26AOGLXI&amp;video=0<br />
5. IMU, ARRIVA AL PETTINE IL NODO LASCIATO IN EREDITA’ DAI PROVVEDIMENTI PER IL FEDERALISMO DEL GOVERNO BERLUSCONI, BOSSI, TREMONTI.<br />
Man mano che si avvicina la scadenza per il pagamento dell’Imu si moltiplicano le polemiche. Non bisogna dimenticare che l’Imu fu varata nell’ambito dei provvedimenti per il federalismo durante il governo Berlusconi, Bossi, Tremonti.<br />
6. LA LEGA IMPEDISCE ALLA CAMERA DI APPROVARE SUBITO L’INASPRIMENTO DEI CONTROLLI E DELLE SANZIONI SUI BILANCI DEI PARTITI.<br />
Dopo le innumerevoli leggi e leggine ad personam votate per sostenere gli interessi di Berlusconi, la Lega Nord ha ieri dimostrato per l’ennesima volta quanto si sia allontanata dalle parole d’ordine con le quali ha ottenuto il voto e la fiducia degli elettori: di fronte al voto favorevole della Camera per varare subito l’inasprimento dei controlli e delle sanzioni sui bilanci dei partiti, la Lega ieri ha raccolto le firme dei parlamentari per scongiurare l’accorciamento dei tempi. Come hanno spiegato e denunciato diversi parlamentari del Pd ieri sera questo significa che la Lega ha paura dei controlli, soprattutto se, come prevede il testo della proposta di legge firmata anche da Bersani, riguardano quanto già fatto finora. Da questo punto di vista le cronache sulle gesta del tesoriere della Lega sono illuminanti.<br />
7. LA SEGRETERIA NAZIONALE DEL PD FISSA LA ROAD MAP PER ARRIVARE IN POCHE SETTIMANE A VARARE CONTROLLI PIU’ SERVERI, SANZIONI PESANTI E UNA RIDUZIONE IMPORTANTE DEI CONTRIBUTI, MA NELL’AMBITO DI UNA RIFORMA DEI PARTITI E DEL SISTEMA DEL FINANZIAMENTO PUBBLICO.<br />
Questo il testo del comunicato finale: “La segreteria nazionale del Partito Democratico, riunitasi questa mattina, ha affrontato il tema della indispensabile e indifferibile riforma del finanziamento pubblico dei partiti. La giusta difesa del finanziamento della politica proprio di ogni sistema democratico non può reggersi sul mantenimento della legge in vigore, che non prevede controlli stringenti, sanzioni vere e che presenta punti oggettivi di discutibilità sul piano delle quantità e dei riscontri. In questo contesto la segreteria nazionale del Pd ha delineato un percorso per giungere in tempi brevissimi a dare risposte concrete e aprire una nuova fase. In particolare, il PD, che dal suo atto di nascita ha fatto certificare il bilancio da una società di revisione esterna, si sta attivando in queste ore per approvare subito in Parlamento una legge sulla trasparenza e su rigorosi controlli dei bilanci dei partiti, con particolare attenzione a sanzioni certe e pesanti. Quelle forze politiche, a partire dalla Lega Nord, che si opponessero a tale riforma basilare, si assumerebbero la grave responsabilità di impedire che venga posto una prima forte correzione all’opacità dei bilanci e alla<br />
possibilità di comportamenti deviati che purtroppo caratterizzano la vita interna di troppi partiti.<br />
Fino a quando non saranno stati approvati definitivamente norme rigorose e stringenti su trasparenza, controlli e sanzioni, il PD ritiene che debba essere sospesa la rata di finanziamento pubblico prevista per il prossimo luglio. In parallelo, la segreteria del Pd ritiene indispensabile e urgente che sia avviata la riforma del finanziamento pubblico alla politica, secondo modelli europei (riparametrati alle condizioni economiche e della finanza pubblica in Italia), e che questa riforma sia inserita nella legge di applicazione dell’art. 49 della Costituzione sui partiti, in calendario alla fine di maggio. Questa è la sede per rimettere a fuoco la funzione cruciale delle organizzazioni politiche, per regolamentare la loro vita democratica interna e per ridefinire quantità e modalità di sostegno finanziario pubblico alla loro attività.<br />
Per il PD i criteri fondamentali della riforma sono:<br />
1) per una ancora più efficace moralizzazione della vita pubblica, devono essere approvate norme specifiche per il contenimento dei costi di tutte le campagne elettorali; a questo riguardo, devono essere stabiliti tetti massimi alle spese sia per le campagne elettorali nazionali che locali; devono essere preventivamente depositate presso la magistratura, nonché pubblicate sui siti web, le dichiarazioni riguardanti i fondi raccolti, la loro provenienza e le spese sostenute; deve essere approvata una rigida regolamentazione di tutte le forme di propaganda elettorale le quali, nel rispetto della parità di condizioni tra le forze politiche, siano contenute nei limiti di una normale ed esaustiva informazione elettorale.<br />
2) Deve essere ulteriormente e significativamente ridotta, da subito, la quota di contributo pubblico per le elezioni nazionali, europee e regionali, la quale deve essere restituita alla funzione originaria: un contributo cioè alle spese in occasione di ciascuna elezione.<br />
3) Alla base del finanziamento deve esserci la libera contribuzione da parte di singoli cittadini o associati, la possibilità cioè di un autofinaziamento diffuso con un tetto non valicabile, secondo modelli europei, in particolare quello tedesco.<br />
Il PD si impegna, nel Parlamento e nel Paese, a promuovere e sostenere in tempi strettissimi una riforma seria, incisiva e responsabile dell’organizzazione della politica e del finanziamento pubblico e a questo fine decide di promuovere nelle prossime settimane anche una diffusa e ampia campagna di ascolto, informazione e mobilitazione politica.<br />
Nell’immediato, il Pd ha deciso nella riunione della segreteria di oggi, su proposta del Tesoriere Antonio Misiani e del responsabile comunicazione Stefano Di Traglia, di tagliare il 30 per cento delle spese previste in occasione della campagna elettorale per le amministrative del 6/7 maggio e poi del ballottaggio.</p>
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		<title>La Nota del Mattino Martedì 10 aprile 2012</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Apr 2012 18:35:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[LAVORO, COMINCIA LA BATTAGLIA AL SENATO. IMPRESE E FALCHI PDL AL LAVORO PER SMONTARE LA STRETTA SUI CONTRATTI PRECARI.
Parola d`ordine: dare battaglia sulla riforma del mercato del lavoro. Cercando di trovare in fretta una linea strategica per modificare il ddl del Governo, composto di circa 70 articoli. Domani comincia l’iter legislativo al Senato e si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>LAVORO, COMINCIA LA BATTAGLIA AL SENATO. IMPRESE E FALCHI PDL AL LAVORO PER SMONTARE LA STRETTA SUI CONTRATTI PRECARI.<br />
Parola d`ordine: dare battaglia sulla riforma del mercato del lavoro. Cercando di trovare in fretta una linea strategica per modificare il ddl del Governo, composto di circa 70 articoli. Domani comincia l’iter legislativo al Senato e si riuniscono i vertici delle associazioni imprenditoriali. Confindustria, rete imprese, Abi, cooperative e Ania si vedranno nella foresteria di Viale dell`Astronomia per fare il punto della situazione e preparare insieme una piattaforma comune da sottoporre al Parlamento. Il direttore generale di Confindustria Gianpaolo Galli ha spiegato che i paletti messi per le partite iva, per esempio, erano stati proposti sì da Viale dell`Astronomia: ma come punti di riferimento da prendere in esame per decidere se è il caso o meno di verificare quando un rapporto di lavoro a commessa vuole nascondere invece un rapporto subordinato evitando di accollarsi gli oneri del caso. Secondo la nuova legge, invece, sono diventati tout court gli indicatori della presenza di un rapporto irregolare. L`assunzione obbligatoria scatterebbe nel caso in cui ricorrano due di queste tre condizioni: «che il lavoratore tragga più del 75% del suo fatturato dall`azienda, che il rapporto duri da sei mesi e più, che il lavoratore abbia una postazione di lavoro all`interno dell`impresa stessa». Per Galli queste condizioni sono semplicemente «inaccettabili», farebbero scattare una selva di assunzioni obbligati. O, più probabilmente, una selva di disdette anticipate prima che la legge entri in vigore. Senza contare i rincari per i contributi.<br />
Oltre agli imprenditori tutti i falchi della destra stanno preparando un attacco al ddl del governo, sperando di contare sulla parte del governo che è più vicina agli ambienti dell’ex governo di Berlusconi, come il sottosegretario Antonio Catricalà, che ieri si è lasciato sfuggire che è possibile prevedere diverse buone modifiche, subito corretto da Monti.<br />
Sullo sfondo, anche la partita del cambio della guardia in Confindustria.<br />
Da L’Unità, intervista a Pier Luigi Bersani:<br />
http://pdonline.ecostampa.net/rassegna/imgrsnew.asp?numart=1DB76P&amp;annart=2012&amp;numpag=1&amp;tipcod=0&amp;tipimm=1&amp;defimm=0&amp;tipnav=1&amp;isjpg=S&amp;small=N&amp;usekey=B1RAAM6AOGLXI&amp;video=0<br />
2. EUROPA DI NUOVO NELLA BUFERA. L’ASSENZA DI CRESCITA E I BILANCI DELLE BANCHE FANNO TORNARE LA TEMPESTA.<br />
Riapertura dei mercati ancora in ribasso questa mattina dopo la pausa di Pasqua. A dominare sui mercati i timori per Grecia e Spagna e per le banche che hanno nei propri forzieri troppi titoli pubblici. Lo spread tra bonos spagnoli e Bund tedeschi oggi sfiora i 420 punti. Di riflesso sotto pressione è anche l’Italia, con la borsa fortemente in rosso e spread sui titoli italiani ancora in tensione.<br />
3. NON BASTA IL RIGORE. SENZA INVESTIMENTI E SENZA PAGAMENTI ALLE IMPRESE SI BLOCCA TUTTO. BISOGNA LOTTARE CONTRO LA RECESSIONE E DARE LAVORO.<br />
Il rigore sui conti pubblici è stato fondamentale per far uscire l’Italia dal centro del ciclone, ma per uscire dalla crisi in Italia e in Europa è ormai indispensabile rilanciare lo sviluppo. Ormai lo dicono tutti, dal Financial Times al Wall Street journal. In Europa occorre superare l’impostazione asfittica dei tedeschi, come propongono i progressisti francesi, italiani e tedeschi. In Italia, sia pure nei margini stretti dei conti pubblici, bisogna allentare il patto di stabilità interna per dare ai comuni la possibilità di fare manutenzioni e investimenti, trovare il sistema di rimettere in moto i pagamenti arretrati della Pubblica amministrazione alle imprese per i lavori già fatti, avviare una politica di sostegno dei redditi più bassi.<br />
In questo contesto, va bene legare la lotta all’evasione fiscale alla redistribuzione fiscale, è sbagliato invece, come ha spiegato oggi il ministro Pietro Giarda, proporre il taglio ulteriore della spesa pubblica per ridurre le tasse, perché in realtà di tagli ne sono stati decisi moltissimi e adesso stanno andando a regime, proporne degli altri può significare soltanto licenziare dipendenti pubblici, ridurre la copertura sanitaria pubblica e distruggere la scuola pubblica. Non a caso è il progetto della destra liberista alla Brunetta.<br />
Da L’Unità, articolo di Stefano Fassina:<br />
http://pdonline.ecostampa.net/rassegna/imgrsnew.asp?numart=1DDY8K&amp;annart=2012&amp;numpag=1&amp;tipcod=0&amp;tipimm=1&amp;defimm=0&amp;tipnav=1&amp;isjpg=S&amp;small=N&amp;usekey=B1RAAM6AOGLXI&amp;video=0<br />
Da La Stampa intervista a Pietro Giarda:<br />
http://pdonline.ecostampa.net/rassegna/imgrsnew.asp?numart=1DDXCX&amp;annart=2012&amp;numpag=1&amp;tipcod=0&amp;tipimm=1&amp;defimm=0&amp;tipnav=1&amp;isjpg=S&amp;small=N&amp;usekey=B1RAAM6AOGLXI&amp;video=0<br />
4. BERSANI CHIAMA CASINI E ALFANO: ENTRO DOMANI IL TESTO PER METTERE SOTTO CONTROLLO I BILANCI DEI PARTITI.<br />
Lo Tsunami che sta investendo la Lega, dopo lo scandalo Lusi, ha reso necessaria un’accelerazione degli interventi per mettere sotto controllo i bilanci dei partiti. Ha parlato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Il governo si è reso disponibile a un intervento di urgenza. Bersani ha scritto a Pierferdinando Casini e Angelino Alfano chiedendo di mettere subito, nero su bianco, un intervento. I tre leader si sono sentiti anche a pasquetta decidendo di presentare un testo di legge entro domani. Anche Idv si è detto interessato a partecipare alla stesura e al sostegno di un testo.<br />
Le posizioni del Pd, l’unico partito con il bilancio già certificato da una società esterna di revisione (la stessa che certifica la Banca d’Italia), è chiara e netta. Da Il Corriere della Sera intervista a Pier Luigi Bersani:<br />
http://pdonline.ecostampa.net/rassegna/imgrsnew.asp?numart=1DCAJ5&amp;annart=2012&amp;numpag=1&amp;tipcod=0&amp;tipimm=1&amp;defimm=0&amp;tipnav=1&amp;isjpg=S&amp;small=N&amp;usekey=B1RAAM6AOGLXI&amp;video=0<br />
5. DOMANI BERSANI PRESENTA NELLA SEDE NAZIONALE DEL PD I CANDIDATI SINDACI DEL PARTITO ALLA STAMPA.<br />
La campagna elettorale per le amministrative entra nel vivo. Andranno al voto quasi 9 milioni di italiani, in circa 1000 comuni di cui 28 capoluoghi. E’ un<br />
appuntamento decisivo sia dal punto di vista generale, sia dal punto di vista delle amministrazioni in diverse aree del paese.<br />
Concluso il ciclo delle primarie per la scelta dei candidati del centrosinistra. Nella maggior parte dei casi l’alleanza è con Idv e Sel, anche. Non mancano casi di alleanza con l’Udc. Numerosi anche i casi di liste civiche guidate da candidati del Pd. Nella maggior parte dei casi le primarie o comunque la scelta dei candidati ha premiato il Pd.<br />
Domani, nella sede nazionale del Pd, il segretario Bersani lancerà ufficialmente la campagna elettorale alla presenza di molti candidati sindaci del Pd.<br />
Sarà l’occasione per presentare alla stampa le linee programmatiche dei candidati per le prossime elezioni amministrative del 6 maggio. Accanto al responsabile degli Enti Locali, Davide Zoggia, ci saranno Massimo Cialente (L’Aquila), Ferrandelli (Palermo), Bernazzoli (Parma), Paolo Dosi (Piacenza), Fabrizio Brignolo (Asti), Maria Rita Rossa (Alessandria), Loredana Capone (Lecce), Roberto Scanagatti (Monza), Monica Chittò (Sesto San Giovanni), Claudia Bettiol (Belluno), Samuele Bertinelli (Pistoia), Alessandro Tambellini (Lucca), Salvatore Scalzo (Catanzaro).<br />
6. SPONDA SUD, COSA RESTA DELLE PRIMAVERE ARABE. RUOLO, RISCHI E OPPORTUNITA’ PER L’ITALIA.<br />
Da Il Corriere della sera, articolo di Franco Venturini:<br />
http://pdonline.ecostampa.net/rassegna/imgrsnew.asp?numart=1DDWM5&amp;annart=2012&amp;numpag=1&amp;tipcod=0&amp;tipimm=1&amp;defimm=0&amp;tipnav=1&amp;isjpg=S&amp;small=N&amp;usekey=B1RAAM6AOGLXI&amp;video=0</p>
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		<title>La nota del mattino Venerdì 6 aprile 2012</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Apr 2012 19:30:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[LAVORO. COME PREVISTO, I FALCHI FAVOREVOLI ALLA ROTTURA ORA VORREBBERO
ARMARE UNA CONTROFFENSIVA. CONFINDUSTRIA PROTESTA. PDL SULLE BARRICATE.
MONTI E FORNERO REPLICANO. IN PARLAMENTO SARA’ BATTAGLIA.
Come previsto, la sconfitta brucia. Tutti coloro che avrebbero gongolato per uno strappo e la
divisione dei sindacati, per mostrare lo scalpo della Cgil sui licenziamenti ai mercati finanziari,
da ieri sono in fibrillazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>LAVORO. COME PREVISTO, I FALCHI FAVOREVOLI ALLA ROTTURA ORA VORREBBERO<br />
ARMARE UNA CONTROFFENSIVA. CONFINDUSTRIA PROTESTA. PDL SULLE BARRICATE.<br />
MONTI E FORNERO REPLICANO. IN PARLAMENTO SARA’ BATTAGLIA.<br />
Come previsto, la sconfitta brucia. Tutti coloro che avrebbero gongolato per uno strappo e la<br />
divisione dei sindacati, per mostrare lo scalpo della Cgil sui licenziamenti ai mercati finanziari,<br />
da ieri sono in fibrillazione per tentare una controffensiva: Confindustria, falchi Pdl, corifei<br />
della flessibilità come panacea di tutti i mali.<br />
Emma Marcegaglia, presidente ancora per poco della Confindustria, in un’intervista al<br />
Financial Times ha detto: “Pessima riforma”. “Fino a tre mesi fa ve la potevate solo sognare” le<br />
ha risposto il presidente del Consiglio Mario Monti, mentre tutti i falchi del Pdl, a cominciare<br />
dall’ex ministro delle divisioni Maurizio Sacconi, annunciano battaglia parlamentare.<br />
Il Passaggio in Parlamento non sarà una passeggiata. Ma bisognerà reggere. Il Pd ha vinto con<br />
la ragionevolezza. Ora occorre fare presto e bene per chiudere questa fase e aprire quella degli<br />
interventi per creare lavoro.<br />
2. CRISI 1. DA ANNI BERSANI E GLI ECONOMISTI DEL PD AVVERTONO SULLO SCIVOLAMENTO<br />
INDIETRO DELL’ITALIA. PER ANNI LE FAVOLE BERLUSCONIANE SONO STATE PRESE PER<br />
BUONE DAI GIORNALI CHE HANNO SPARSO OTTIMISMO E ANCHE OSCURATO ANALISI E<br />
PROPOSTE DEL PD. ORA SI SCOPRE CHE RISPARMI, REDDITI E CONSUMI DELLE FAMIGLIE<br />
SONO AL LIVELLO DI 17 ANNI FA. E CHE BISOGNA RILANCIARE LA CRESCITA.<br />
Gli italiani non sono più le formiche del risparmio ma stanno diventando cicale, più per<br />
necessità che per scelta. Lo dice il dato sulla propensione al risparmio delle famiglie che nel<br />
2011 è crollata al 12%, il livello più basso da11995. La diminuzione sull`anno precedente<br />
è stata dello 0,7%. La crisi ha portato indietro di 17 anni le lancette dell`orologio per molti<br />
italiani. I numeri li ha presentati l`Istat che ieri ha diffuso l`indagine su «reddito e risparmio<br />
delle famiglie e profitti delle società» spiegando anche che il potere di acquisto delle famiglie<br />
nel 2011 è diminuito dello 0,5% anche perché nel 2011 i redditi sono cresciuti meno<br />
dell`inflazione. Stando alle rilevazioni dell`Istituto centrale di statistica, lo scorso anno il<br />
reddito disponibile in valori correnti è aumentato del 2,1%. Nell`ultimo trimestre ha registrato<br />
un aumento dello 0,5% rispetto al trimestre precedente e dell`l,l% rispetto a quello<br />
corrispondente del 2010. Negli ultimi tre mesi del 2011 la riduzione è stata dello 0,3% rispetto<br />
ai tre mesi precedenti e dell`1,9% rispetto al quarto trimestre 2010. I segnali di difficoltà sono<br />
arrivati dall`Istat proprio mentre l`Ocse registrava, per il nostro Paese, una contrazione dei pil<br />
dello 0,7% nel quarto trimestre dell`anno passato, dopo un -0,2% registrato nei precedenti tre<br />
mesi dell`anno. E se le famiglie soffrono, alle aziende non va meglio. Secondo l`Istat, la quota<br />
di profitto delle società non finanziarie si è attestata al 40,4%, il valore più basso dal 1995, con<br />
una riduzione di 1,1 punti rispetto al 2010. Nel quarto trimestre, è stata pari al 40,3%, (-0,6<br />
punti percentuali sul trimestre precedente e -0,9 punti sul corrispondente periodo 2010). I numeri su risparmio e reddito si vedono anche nelle scelte di consumo degli italiani che, alle prese con i conti di ogni mese, hanno cambiato abitudini al supermercato. L`effetto immediato delle difficoltà è un ulteriore taglio agli acquisti, non solo quelli superflui ma anche quelli di prima necessità come gli alimentari. Lo ha detto la Cia, la Confederazione italiana agricoltori, commentando il rapporto diffuso dall`Istat ieri. Nel 2011, infatti, i consumi di cibo e bevande sono diminuiti del 2%. Gli italiani continuano a comprare poco e, quando lo fanno, passano per sconti e promozioni commerciali o cercano il massimo risparmio nelle cattedrali del «low-cost». Nell`anno, ha ricordato la Cia, oltre la metà delle famiglie italiane ha ammesso di aver modificato il menù quotidiano, il 35% di aver limitato gli acquisti e quasi il 40% di essersi rivolto nella maggior parte dei casi a discount e hard-discount. Significa che quasi 10 milioni di famiglie oggi riempiono di meno le buste della spesa, spesso perdendo anche in qualità del prodotto. Di contro, con un aumento record del 53%, a registrare performance migliori dei discount sono solo gli acquisti diretti dal produttore dove, dice la Coldiretti, lo scorso anno hanno fatto la spesa 9,2 milioni di italiani che hanno tagliato le intermediazioni pur di non rinunciare alla qualità dei prodotti.<br />
Oggi l’Italia si trova dunque a fare i conti con una crisi durissima. Da anni il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, così come tutti gli economisti non proni alle lusinghe del governo di Silvio Berlusconi, ricordava che da tutte le statistiche economiche l’Italia risultava scivolare sempre più indietro, fino al punto che alcuno hanno cominciato a parlare di declino.<br />
Berlusconi, Tremonti, Bossi, Brunetta e tutti gli altri sorridenti hanno invece raccontato che non era vero, che noi stavamo meglio degli altri. Che non c’erano problemi.<br />
I grandi giornali e le tv hanno per anni sostenuto quelle favole, per larga parte oscurando anche le analisi e le proposte per uscirne del Pd.<br />
Ora si scopre che il Pd aveva ragione. E se la crisi fosse stata affrontata per tempo non staremmo in questa situazione. Certo anche l’Italia vivrebbe le difficoltà dovute alla crisi internazionale provocata dalla finanza, ma non così grave, non così peggiore rispetto agli altri paesi.<br />
Non bisogna dimenticarlo. Anzi, bisogna ricordarlo anche a coloro che o sono stati convinti prima, o hanno fatto finta di non vedere, non sapere, non capire, mentre vedevano, sapevano e sentivano benissimo. C’è una responsabilità ineliminabile delle classi dirigenti italiane. Le stesse che mettono in questi mesi la politica sul banco degli accusati.<br />
3. CRISI 2. LA SPAGNA FA PAURA. IL TANTO INNEGGIATO PREMIER DI DESTRA RAJOI AVRA’ FATTO UNA RIFORMA DRASTICA SUL LAVORO, MA STA ANDANDO A FONDO. METTENDO A RISCHIO L’EUROPA. UN’ALTRA PROVA CHE ABBIAMO RAGIONE NOI.<br />
La crisi finanziaria della Spagna fa paura. Il premier Mariano Rajoy, campione della destra e indicato come vero riformatore dai falchi italiani per la riforma del lavoro a strappo, con conseguenti proteste nelle piazze di tutta la Spagna, è diventato l’appestatore d’Europa, a causa del deficit fuori controllo. Ieri lo spread tra i bonos spagnoli e i bund tedeschi è tornato sopra quota 400, finendo per mandare sotto pressione anche l’Italia.<br />
Semmai ce ne fosse ancora bisogno, questa vicenda dimostra due cose incontrovertibili. La prima: o l’Europa cambia politica economica, e lancia una politica continentale per la crescita oltre che per il rigore dei conti pubblici (come sostengono i progressisti europei, da Hollande a Bersani, fino al tedesco Gabriel), o il rischio resta altissimo. La seconda cosa che la vicenda di<br />
Rajoy dimostra riguarda da vicino il dibattito sulla riforma del lavoro: non è vero che se fai una riforma che mette sotto scacco i sindacati e libera i licenziamenti i mercati ti guardano con rispetto. Questa è solo ideologia. La realtà è un’altra cosa.<br />
4. PARTITI. E’ ORA DI VARARE UNA RIFORMA PER METTERE SOTTO CONTROLLO I BILANCI COME PROPONE E FA GIA’ IL PD.<br />
Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani ha inviato ieri a Pierferdinando Casini e Angelino Alfano una lettera per sollecitare una immediata iniziativa per approvare in tempi strettissimi una legge che metta sotto controllo i bilanci dei partiti e garantisca trasparenza. “Credo – ha scritto Bersani - che in queste ore possiamo condividere una forte preoccupazione. I fatti gravissimi evidenziati dalle recenti inchieste giudiziarie in relazione alla gestione delle risorse pubbliche attribuite ai partiti rendono ormai improrogabile il cambiamento delle normative che regolano la trasparenza e i controlli dei bilanci dei partiti. Su questi temi sono state depositate in Parlamento da diverse forze politiche proposte di legge che prospettano soluzioni largamente condivide. Mi pare ci siano dunque le condizioni politiche per approvare in tempi brevissimi una legge di pochi articoli che abbia una corsia di assoluta priorità. Tale legge, considerate le proposte in campo e un loro possibile comune denominatore potrebbe prevedere a mio avviso:<br />
1) L’obbligo di sottoporre i bilanci dei partiti alla verifica e alla certificazione da parte di società di revisione esterne e indipendenti;<br />
2) L’attribuzione alla Corte dei Conti del controllo dei bilanci dei partiti;<br />
3) La pubblicazione dei bilanci dei partiti sui siti internet dei partiti stessi e sul sito istituzionale della Camera dei Deputati;<br />
4) La riduzione a cinquemila euro della soglia oltre la quale è obbligatoria la dichiarazione congiunta per le erogazioni liberali ai partiti;<br />
5) Il rafforzamento delle sanzioni, prevedendo una decurtazione dei rimborsi elettorali proporzionata alla gravità delle irregolarità riscontrate, fino a concorrenza dell’importo dei rimborsi dovuti per l’anno in corso.<br />
Sono convinto che su questi ed eventuali altri punti sia possibile costruire un ampio consenso tra le forze politiche presenti in Parlamento, rispondendo con rapidità ed efficacia alla forte domanda di trasparenza che sale dall’opinione pubblica e che il Presidente Napolitano ha raccolto sollecitando adeguate iniziative in sede parlamentare”.<br />
Immediate le risposte positive di Casini e Alfano.</p>
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		<title>La nota del mattino Lunedì 26 marzo 2012</title>
		<link>http://www.pdinfernetto.it/la-nota-del-mattino-lunedi-26-marzo-2012</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Mar 2012 19:16:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[OGGI DIREZIONE PD. BERSANI CONFERMA LA LINEA DI SOSTEGNO AL GOVERNO DI EMERGENZA, DI BATTAGLIA SUI NOSTRI PRINCIPI E DI PREPARAZIONE DELL’ALTERNATIVA ALLA DESTRA IN EUROPA E IN ITALIA CON ALLENZA LARGA TRA PROGRESSISTI E FORZE MODERATE.
Si riunisce questa mattina a Roma la direzione nazionale del Partito democratico. Nella sua relazione il segretario Pier Luigi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>OGGI DIREZIONE PD. BERSANI CONFERMA LA LINEA DI SOSTEGNO AL GOVERNO DI EMERGENZA, DI BATTAGLIA SUI NOSTRI PRINCIPI E DI PREPARAZIONE DELL’ALTERNATIVA ALLA DESTRA IN EUROPA E IN ITALIA CON ALLENZA LARGA TRA PROGRESSISTI E FORZE MODERATE.<br />
Si riunisce questa mattina a Roma la direzione nazionale del Partito democratico. Nella sua relazione il segretario Pier Luigi Bersani confermerà la linea politica perseguita fin qui e la scelta di preparare l’alternativa al centrodestra per le elezioni politiche del 2013.<br />
Il segretario nazionale del Pd rimarcherà in particolare che è stato ed è giusto sostenere il governo di impegno nazionale guidato dal presidente del Consiglio Mario Monti: non c’era l’alternativa tra questa scelta e le elezioni, ma la scelta tra questa scelta e l’andare avanti con Berlusconi fino alla crisi drammatica che avrebbe gettato l’Italia in una situazione simile a quella della Grecia. Per questo il Pd ha dichiarato di non voler vincere “sulle macerie” del paese. I progressi compiuti e la rinnovata credibilità dell’Italia dimostrano che è stata una scelta giusta.<br />
Il Pd continuerà a sostenere lealmente il governo Monti fino al 2013, ma nello stesso tempo deve mantenere e dichiarare le proprie idee, come ha fatto in diverse occasioni e come sta facendo sul tema del mercato del lavoro, e ascoltare il paese: la crisi non è finita, tutt’altro. Ci sono in Italia vaste aree di sofferenza, problemi e anche aree di eccellenza e di opportunità. Mentre il Pd sostiene il governo, cercando di ottenere il massimo da una situazione nella quale (mai dimenticarlo) il Parlamento è sempre lo stesso e con gli stessi rapporti di forza del 2008 (maggioranza di centrodestra), il Pd deve dunque preparare anche le condizioni per l’alternativa alla destra nelle elezioni politiche del 2013.<br />
L’opera di uscita dall’emergenza e di ricostruzione democratica ed economia non durerà poco. Come ha detto anche Monti, ci vorranno anni. Ci sarà bisogno dunque di un ampio schieramento e di un ampio consenso popolare su un programma destinato a rimettere in moto l’Italia e a rilanciare solidarietà, ridurre le differenze sociali, garantire maggiore giustizia ed efficienza. Da qui, la conferma dell’idea di un’alleanza dei progressisti che offra l’allargamento alle forze moderate, alle forze civiche, alle singole personalità che vogliano impegnarsi nel superamento definitivo del berlusconismo.<br />
Tappe decisive di questo cammino verso il cambiamento saranno l’alleanza tra i progressisti in Europa, per fare in modo che oltre al rigore l’Europa prepari anche la crescita, lo sviluppo, l’attenzione ai problemi sociali (leggere sul sito del Pd il documento di base preparato dalle fondazioni e dai centri studi progressisti europei in occasione dell’incontro a Parigi tra Bersani, Hollande, Gabriel), e le prossime elezioni amministrative. L’impegno e la vittoria sono decisivi, in vista dei prossimi obiettivi.<br />
Sul Pd continua l’opera ai fianchi dei grandi giornali, tra stereotipi e forzature interessate. Oggi tocca a Ilvo Diamanti su La Repubblica. Pur continuando a rilanciare lo stereotipo del Pd in imbarazzo (come recita anche un fortunato tormentone su Facebook), Diamanti è costretto ad ammettere, dati alla mano, tre cose: il Pd è il primo partito; Bersani è il leader di gran lunga più gradito (naturalmente per Diamanti è<br />
“debole”, ma lo stesso Diamanti non si spiega perché allora riceva tanti consensi); infine che alle elezioni il centrosinistra vincerebbe alla grande contro il centrodestra.<br />
Da L’Unità articolo di Maria Zegarelli:<br />
http://pdonline.ecostampa.net/rassegna/imgrsnew.asp?numart=1CP8K7&amp;annart=2012&amp;numpag=1&amp;tipcod=0&amp;tipimm=1&amp;defimm=0&amp;tipnav=1&amp;isjpg=S&amp;small=N&amp;usekey=B1R9GU6AOGLXI&amp;video=0<br />
2. LA DESTRA, SCONFITTA SUL TENTATIVO DI METTERE ALL’ANGOLO IL PD CON UN DECRETO SUL LAVORO, ALZA IL TIRO E EVOCA LA CRISI DI GOVERNO, PERCHE’ ADESSO TOCCA A CORRUZIONE, RAI E FREQUENZE.<br />
Sconfitto il tentativo della destra di mettere in difficoltà il Pd con la riforma del mercato del lavoro fatta per decreto e verificando che le proposte di modifica proposte dal Pd stanno ottenendo un consenso vastissimo (oltre alla Cgil, si sono schierati Cisl, Uil, Ugl, e vaste aree dell’opinione pubblica), il centrodestra, come si dice, la sta buttando in caciara: “Riforma a rischio”, “Crisi di governo” , “Salta Monti e diventa presidente della Repubblica Prodi”. Insomma una cortina fumogena e mediatica per nascondere la sconfitta e lanciare un ammonimento al governo: se si tira di più la corda, salta tutto. E dunque, niente ddl corruzione, niente riforma Rai, niente asta sulle frequenze.<br />
Non bisogna cadere nella trappola dello scontro. Il Pd presenterà tranquillamente le proprie proposte di modifica alla riforma del mercato del lavoro (il modello tedesco) e le farà approvare in Parlamento, ma lavorerà per ottenere anche ddl anticorruzione, asta sulle frequenze, riforma Rai. In quest’ultimo caso, è già chiaro che cosa farà il Pd in caso di rinnovo del Cda con la legge Gasparri: non parteciperà.<br />
Da La Stampa articolo di Amedeo La Mattina:<br />
http://pdonline.ecostampa.net/rassegna/imgrsnew.asp?numart=1CP7KK&amp;annart=2012&amp;numpag=1&amp;tipcod=0&amp;tipimm=1&amp;defimm=0&amp;tipnav=1&amp;isjpg=S&amp;small=N&amp;usekey=B1R9GU6AOGLXI&amp;video=0<br />
Da Il Corriere della Sera intervista a Raffaele Bonanni:<br />
http://pdonline.ecostampa.net/rassegna/imgrsnew.asp?numart=1CP7P0&amp;annart=2012&amp;numpag=1&amp;tipcod=0&amp;tipimm=1&amp;defimm=0&amp;tipnav=1&amp;isjpg=S&amp;small=N&amp;usekey=B1R9GU6AOGLXI&amp;video=0<br />
3. AMMINISTRATIVE, PARTE LA CAMPAGNA ELETTORALE E NON E’ SCONTATO NULLA. IL PD PARTE IN VANTAGGIO, MA IL PDL SI STA INABISSANDO DENTRO LE LISTE CIVICHE CHE SOSTENGONO LA LEGA.<br />
Sondaggi alla mano Berlusconi ha capito che rischia di prendere una batosta alle prossime amministrative. E dunque sta facendo sciogliere il partito in tanti piccoli rivoli di liste civiche che vanno a sostenere i candidati della Lega al Nord e quelli dell’Udc al Sud. Obiettivo: evitare di straperdere e preparare le elezioni politiche del 2013.<br />
4. RIFORME, LA DESTRA HA LA TENTAZIONE DI FAR SALTARE IL TAVOLO E DI TENERSI IL PORCELLUM.<br />
Berlusconi e Bossi, oggi fuori gioco, tentano di rientrare in campo facendo saltare il tavolo delle riforme: se non si riesce a fare la riforma elettorale, Pdl e Lega saranno costretti ad andare insieme. E tutti e due potranno riprendere in mano le sorti dei rispettivi partiti “nominando” i parlamentari. Per questo, nel Pdl e nella Lega tutti quelli che fanno riferimento ai due vecchi leader stanno rallentando, ostacolando, ogni iniziativa. Il rischio è che il tempo passi senza arrivare a nulla.<br />
Bersani negli ultimi interventi lo ha già detto: noi del Pd lavoreremo per fare la riforma elettorale. Ma se la destra impedirà di cogliere il risultato della riforma, Bersani lo ha già promesso: il Pd sceglierà i propri parlamentari con il metodo della partecipazione popolare.<br />
Da La Stampa articolo di Ugo Magri:<br />
http://pdonline.ecostampa.net/rassegna/imgrsnew.asp?numart=1CP7UI&amp;annart=2012&amp;numpag=1&amp;tipcod=0&amp;tipimm=1&amp;defimm=0&amp;tipnav=1&amp;isjpg=S&amp;small=N&amp;usekey=B1R9GU6AOGLXI&amp;video=0</p>
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		<title>LA NOTA DEL MATTINO Martedì 13 marzo 2012</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Mar 2012 17:44:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[L’ISTAT CERTIFICA: ITALIA IN RECESSIONE.
Ora non ci sono più dubbi, l`economia italiana è in recessione, cioè produce meno ricchezza dell’anno precedente. L`ultima stima diffusa ieri dall`Istat ha confermato quanto reso noto lo scorso 15 febbraio: nell`ultimo trimestre del 2011 il prodotto interno lordo ha registrato un calo congiunturale dello 0,7%, in frenata per il secondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’ISTAT CERTIFICA: ITALIA IN RECESSIONE.<br />
Ora non ci sono più dubbi, l`economia italiana è in recessione, cioè produce meno ricchezza dell’anno precedente. L`ultima stima diffusa ieri dall`Istat ha confermato quanto reso noto lo scorso 15 febbraio: nell`ultimo trimestre del 2011 il prodotto interno lordo ha registrato un calo congiunturale dello 0,7%, in frenata per il secondo trimestre consecutivo (-0,2% tra luglio e settembre) e decretando così la recessione tecnica. Secondo i tecnici dell` Istat, sull`economia pesa il pessimo andamento della domanda interna di cui tutte le componenti nel quarto trimestre 2011 «sono risultate in diminuzione su base congiunturale». In altri termini, gli italiani non acquistano beni e servizi, perché la crisi, la disoccupazione e l’aumento dei prezzi stanno mettendo a seria prova l’entità dei redditi disponibili e la capacità di acquisto delle famiglie. Di conseguenza le importazioni hanno segnato un calo del 2,5% mentre le esportazioni sono rimaste sostanzialmente stazionarie. Dallo spaccato della domanda nazionale emerge inoltre come nell`ultimo periodo dello scorso anno la spesa delle famiglie residenti sia calata, in termini congiunturali, dello 0,7% mentre quella della Pubblica amministrazione è scesa dello 0,6%. Sempre secondo l`Istat infine, a fine anno le retribuzioni lorde sono aumentate dello 0,6% rispetto al trimestre precedente. A fare da pendant alle statistiche dell’Istat è arrivato sempre ieri uno studio condotto da Intesa Sanpaolo sui consumi delle famiglie italiane nel corso del 2011. Per gli analisti di Ca` de Sass, lo scorso anno i consumi di prodotti alimentari, bevande e tabacco (agroalimentari) hanno mostrato un calo dell` 1,5% a prezzi costanti, riportando così il livello dei consumi italiani a quelli di 30 anni fa: «si deve tornare ai primi anni 80 per scendere al di sotto dei 2.400 euro annui destinati al computo agroalimentare», si legge nel rapporto. Intesa evidenzia inoltre come «l`incremento della disoccupazione unito agli effetti delle manovre di correzione dei conti pubblici sulle famiglie fanno prevedere una nuova riduzione dei consumi».<br />
2. LAVORO, MENO AMMORTIZZATORI E PER MINOR TEMPO, MA PER TUTTI LA TRATTATIVA PROCEDE. IL GOVERNO INDICA UNA SCADENZA A GIORNI. MA SINDACATI E IMPRESE NON SONO CONVINTI. BONANNI: COSI’ SI RISCHIA UN’ECATOMBE SOCIALE.<br />
Il ministro del Welfare, Elsa Fornero, ha spiegato un po’ meglio ieri come vorrebbe organizzare gli ammortizzatori sociali e il mercato del lavoro nel prossimo futuro. Al posto delle diverse forme di cassa integrazione, di mobilità e di disoccupazione si prevede solo cig e disoccupazione finanziata dalle aziende e dagli stessi dipendenti sotto forma di assicurazione. Il ministro ha anche promesso che il governo troverà i fondi pubblici per finanziare questa svolta che<br />
vorrebbe far partire dal 2015. Ma i costi dell’operazione hanno messo in allarme le imprese piccole e grandi e la minor copertura (e per un minor tempo) ha messo in allarme i sindacati. Come scrive Luisa Grion su La Repubblica “l’indicazione non ha soddisfatto per niente i sindacati”. «Sul tavolo esiste un problema di costi, non sono stati nemmeno quantificati», ha detto il leader della Uil Angeletti. Ma i malumori vanno oltre. La definizione di quella che sarà la nuova rete di ammortizzatori suscita perplessità nella Cisl e non convince per niente la Cgil. Fornero ha infatti lanciato l`Aspi, la nuova assicurazione sociale per l`impiego destinata a sostituire tutto quanto non rientra nella attuale cassa integrazione ordinaria e in quello che resterà nella straordinaria. In media il lavoratore privato (e quello pubblico privo di contratto a tempo indeterminato) quando perderanno il posto potranno contare su un assegno massimo di mille euro per un anno (15 mesi per gli over 58). Ma il nuovo ammortizzatore varrà un anno mentre oggi la mobilità ne copre due. Non solo, il ministro intende anticipare i tempi e mettere a regime la riforma dal 2015. Per Raffaele Bonanni, leader della Cisl, ciò porterà «all`ecatombe sociale». Per Susanna Camusso, leader della Cgil: «E` stato fatto un passo indietro». L`anticipo non sta bene nemmeno a Confindustria: «Fornero ci ripensi» ha detto la presidente Emma Marcegaglia. Come dire: in una fase così acuta di crisi, togliere gli ammortizzatori più forti e che durano per un tempo più lungo crea il rischio di lasciare per la strada e senza copertura alcuna migliaia e migliaia di persone. Tanto più che la scadenza per la pensione è stata allontanata. Questo è un problema che già si pone per i cosiddetti esodati, cioè per quei lavoratori espulsi dal processo produttivo e in mobilità ma che non faranno più in tempo ad arrivare alla pensione alla scadenza degli ammortizzatori sociali: il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, ha detto più volte che si deve intervenire.<br />
Oggi il ministro Fornero invierà alle parti sociali un documento con i dettagli delle proposte presentate ieri.<br />
Su altri temi le posizioni sono più vicine. L’apprendistato sarà il contratto prevalente di ingresso, anche se non il solo. I contratti a tempo costeranno di più in termini di contributi per le imprese, che potranno però recuperare la spesa aggiuntiva nel caso di successiva assunzione a tempo indeterminato. Quanto all’articolo 18 si stanno studiando meccanismi per garantire lo sveltimento dei procedimenti giudiziari e per blindare la garanzia contro le discriminazioni. In discussione le procedure per gli eventuali licenziamenti dovuti a motivi economici.<br />
In allegato alla nota l’intervista di La Repubblica con l’amministratore delegato di Volkswagen.<br />
3. FINITA LA COMMEDIA DEL QUID DI ALFANO. MONTI CONVOCA PDL, UDC E PD PER GIOVEDI’ SERA. E SI PARLERA’ DI TUTTO, COMPRESA RAI E GIUSTIZIA.<br />
Finita la commedia del quid, fatte le sparate necessarie a lisciare il pelo degli elettori della destra, il presidente del Consiglio Mario<br />
Monti ha telefonato ieri ad Alfano annunciandogli la convocazione di un incontro per giovedì sera anche con Casini e Bersani per parlare di tutto, lavoro, crescita, ma anche corruzione e Rai. Tutti temi sui quali da giorni i fucilieri del Pdl si sono esercitati contro Bersani per dire che queste cose non rientrerebbero negli obiettivi del governo Monti. E invece l’ha avuta vinta il Pd, perché il ddl anticorruzione (secondo la Corte dei conti l’Italia perde 60 miliardi l’anno di soldi pubblici per questa ragione) deve essere rafforzato e perché la Rai è un’azienda pubblica e sta andando in malora. Ieri è stato respinto il ricorso di Augusto Minzolini contro l’allontanamento dal TG1 e il Pd ha confermato: senza una riforma della governance il Pd non parteciperà alle nomine, il che significa che l’intera responsabilità di quel che verrà deciso ricadrà sul governo.<br />
E’ possibile che nell’incontro di giovedì sera si parli anche di frequenze: scongiurata l’assegnazione gratuita che il governo Berlusconi aveva cucito addosso a Mediaset, il Pd lavora per scongiurare un’asta al ribasso. Secondo Mediobanca, quelle frequenze varrebbero ben più di un miliardo di euro.<br />
4. BERSANI E VENDOLA, LA FOTO DI ROMA, I CONTORNI E I PALETTI PER IL DOPO MONTI.<br />
Da L’Unità. Articolo di Simone Collini. “E se fossero Pier Luigi Bersani e Nichi Vendola ad archiviare la foto di Vasto? La notizia non è tanto nell`arrivo di una nuova istantanea limitata al leader del Pd e a quello di Sel, che ieri hanno presentato insieme a Roma il libro di Federico Rampini &#8220;Alla mia sinistra&#8221;. Il fatto è che i due si stanno vedendo riservatamente con una frequenza che non ha precedenti. Argomento degli incontri, compreso quello della scorsa settimana, non tanto le amministrative di maggio ma le prossime politiche e la necessità di lavorare con un`altra intensità alla definizione di un’alleanza di centrosinistra in grado poi di aprire a forze moderate e di centro. Insomma, la famosa coalizione di progressisti e moderati a cui punta Bersani, il quale da Vendola avrebbe ricevuto la disponibilità a stringere i tempi sul confronto programmatico e l`impegno a non porre veti nei confronti di Pier Ferdinando Casini. L`accelerazione non risponde tanto alle ultime mosse del Pdl e al rischio che si vada alle urne in tempi ravvicinati. Bersani ha sì visto che «Alfano solleva molti temi polemici come se fossimo in campagna elettorale». Ma sebbene denunci che «è da irresponsabili accendere dei fuochi in un momento in cui bisogna comunque mandare avanti il governo», non reputa possibile che qualcuno si assuma la responsabilità di far cadere Monti. Che il presidente del Consiglio abbia convocato per giovedì a Palazzo Chigi i leader di Pd, Pdl e Udc, per un incontro in cui si dovrebbe discutere anche di giustizia e Rai, è per Bersani un buon segnale. Ma ce ne sono altri di segno opposto. Come il fatto che il Pdl, nel momento in cui si è aperta la discussione su una nuova legge elettorale, ha rilanciato con le riforme istituzionali, mettendo tanto materiale davanti alla riforma del Porcellum: «Se dovesse restare questa legge io non accetterò di nominare i<br />
parlamentari e il Pd farà primarie di collegio», assicura Bersani. Un`idea che piace anche al leader di Sel. L`incontro pubblico di ieri al Tempio di Adriano si spiega meglio, alla luce degli ultimi incontri tra Bersani e Vendola. La presentazione del libro di Rampini - che parte dall`illusione del liberismo progressista in voga nel decennio scorso e termina sulla necessità di recuperare gli ideali tradizionali della sinistra - è l`occasione per mostrare una sintonia tra il leader del Pd e quello di Sel, che può reggere anche di fronte al diverso atteggiamento che i due partiti hanno nei confronti del governo. Sull`articolo 18 concordano che è possibile solo una &#8220;manutenzione&#8221; riguardante i tempi delle cause processuali, sull`Europa sono entrambi critici col trattato riguardante la disciplina di bilancio (il cosiddetto Fiscal compact) e sottolineano invece la necessità di investimenti e politiche per la crescita, sulla crisi italiana concordano che il pericolo viene non tanto dai dati della finanza (lo spread) quanto da quelli dell`economia, a cominciare dalla perdita di diversi punti percentuali nella produzione industriale. Vendola promette che nei prossimi mesi «non farà sconti» a Monti, ma assicura anche che questo non determinerà «un elemento di crisi nei rapporti col Pd, che ha fatto una scelta dettata dalla generosità». Dice il leader di Sel: «Noi siamo divisi in questa stagione ma speriamo che la stagione sia breve». Perché poi si concretizzerà la foto di Vasto? No: «Quella non può essere la foto dell`alternativa. Era solo la foto dell`incontro tra tre leader di partito che sono peraltro tutti maschi. E non c`è alternativa se non mettiamo in discussione il maschilismo».<br />
Bersani e Vendola concordano anche sul fatto che si debba iniziare a lavorare con un ritmo più accelerato alla definizione di un`agenda del centrosinistra. Il primo parla della necessità di una «scossa civica», di una «politica economica di crescita sostenibile», di un`azione di «redistribuzione». Il leader del Pd chiede però anche patti chiari ai futuri alleati: «Se diciamo centrosinistra di governo, dobbiamo fare un patto esigibile che comprenda il programma, ma anche dei vincoli reciproci di governabilità, di stabilità del sostegno parlamentare. Se abbiamo un dissenso su un punto, si vota in assemblea congiunta dei gruppi e quel che viene deciso si fa». Vendola è d`accordo, ed esplicita anche che da lui non verrà nessun veto nei confronti di Casini: «Discutiamo nel merito dell`agenda, non dividiamoci prima sulle biografie».<br />
In allegato alla nota anche gli articoli di Fiorenza Sarzanini (Il Corriere della Sera) sulla riunione del Copasir sul caso Nigeria e gli articoli sulla situazione siriana (sempre su Il Corriere della Sera), l’articolo di Lapo Pistelli su Europa.</p>
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		<pubDate>Sat, 10 Mar 2012 06:18:45 +0000</pubDate>
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LUNEDI 12 MARZO IN CAMPIDOGLIO!!!
CHIEDIAMO SUBITO:
&#62;NUOVI INVESTIMENTI
&#62;AUMENTO DEI CONVOGLI
&#62;MAGGIORE MANUTENZIONE
&#62;UN CONSIGLIO COMUNALE STRAORDINARIO
&#8220;RAGGIUNGERE ROMA IN TEMPI BREVI E CERTI E&#8217; UN NOSTRO DIRITTO&#8221;
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		<pubDate>Sat, 10 Mar 2012 06:11:16 +0000</pubDate>
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